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Ponte Vecchio (n° 12 sulla cartina)


Ponte Vecchio



Il Ponte Vecchio detto anche Gobbo per l'irregolarità delle sue undici campate è uno dei simboli della città. La sua esistenza è documentata a partire dal 1196 quando un certo Anselmo de Oppica lasciava dei denari per la sua manutenzione. Tuttavia esistono motivazioni che lo farebbero risalire ad età precolombaniana, sulla sponda destra del fiume, infatti, si svolgevano diverse attività ; vi erano ad esempio le saline del condottiero longobardo Sundrarit e dal V secolo era attiva la fornace del rio Gambado. Fino al XVI secolo il ponte era composto da pochi archi che raggiunsero il numero di 11 solo nel corso del secolo successivo. Il manufatto è anche conosciuto come ''Ponte del Diavolo'' dalla leggenda popolare che ne racconta la creazione. Si dice infatti che San Colombano ansioso di portare la parola di Dio alle popolazioni che vivevano sull'altra sponda del fiume accettò di stipulare un patto con il Diavolo. Quest'ultimo si impegnava a costruire un ponte in una sola notte in cambio dell'anima del primo essere vivente che lo avrebbe attraversato. Il mattino seguente sebbene con forma e arcate irregolari, dovute alla diversa altezza dei diavoli che durante la notte ne avevano sostenuto la costruzione, il ponte era terminato ed il monaco Irlandese dovette tener fede alla parola data facendo però transitare per primo un cane.


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